Se ti selfie ti cancello

E’ sulla bacheca di Facebook di tutti noi. E se non ce l’avete beh, siete voi. Chi? Il selfiedipendente. Ormai sappiamo tutto di lui: dal colore delle tende dell’ufficio ai prodotti per l’igiene che ha sotto la doccia. Ce li ha mostrati in tutte le angolazioni possibili ma sempre con il suo viso in primo piano. E se è una donna, lo sfondo non è importante perchè il suo must è viso truccato+capelli perfetti+lamenti di varia natura+ dichiarazione di bruttezza per raccogliere consensi/apprezzamenti. A questi maniaci da oggi potrete rispondere con questo divertente video opera di due autori di Wired.it Alessio Fava e Pasquale Frezza. Il problema, dicono, non sono i selfie ma la quantità di selfie. E il messaggio è esagerare con i selfie potrebbe avere il risultato opposto di quello che cercate: spingere i vostri amici ad eliminare i vostri aggiornamenti dalla time-line. Pensateci, la prossima volta che alzate il gomito!

CURVY IS THE NEW COOL?

In principio fu Kate Upton:bella, bionda e americana e tanta. Gli addetti ai lavori politically correct la chiamano curvy, per tutti gli altri è finalmente una ragazza normale in cui potersi identificare. Perchè Kate di certo non è grassa, ma per il mondo della moda basta un seno prosperoso a violare le regole estetiche. Lei, bersagliata di critiche continua spedita per la sua strada: dopo svariate passerelle e copertine, arriva la consacrazione da Vogue USA e VOGUE Italia per i quali ha posato nel 2012.

Da qualche giorno non si fa che parlare di Candice Huffine, prima modella curvy a posare per il Calendario Pirelli 2015. Bellissima, occhi e capelli scuri, come la Upton fa girare la testa agli uomini e sorridere noi donne.

Cioè no, aspettate, fermi tutti. Non proprio tutte le donne.

Cari signori della moda, vi dovete mettere d’accordo. Prima di tutto: pensate veramente che questa ragazza, che sarà pure 90 kg ma è pure alta quasi due metri quindi il grasso bisogna cercarglielo con il lanternino, rappresenti per noi, ragazze normali, un’eroina?

E poi, miei cari, qua è una vita che ci ammazziamo di massaggi, somatoline, beveroni dalle improbabili virtù e pose studiate a tavolino per nascondere i danni da carboidrati, alcolici e divanite perchè voi avete deciso che per essere fighe non dovevamo avere il girovita più grosso del polso di Doutzen Kroes e mò, bellebuon, in piena estate, ci piazzate su tutti i giornali questo femminone esagerato tutta curve e salute? E adesso che ce ne facciamo dei nostri beveroni, della somatoline, e della tisana serale?

Almeno giungiamo ad un compromesso: fateci fare l’estate secche –che qua abbiamo svariati k di foto-profilo in costume da pubblicare su Instagram -e facciamo che essere chiatte è la moda del prossimo autunno-inverno?

Cordialità.

RIO DE JANEIRO, ITALIANI TRUFFATI IN HOTEL

La storia che oggi vi racconto non ha niente a che vedere con gli argomenti soliti di questo blog. E’ la storia di due italiani truffati e derubati a Rio de Janeiro. E’ una storia che ribalta gli stereotipi degli italiani furbi e meschini. E’ una brutta avventura che merita giustizia.

 

Pietro, perché eri a Rio?

 

Salve a tutti.

Mi sono sposato il 21 Giugno ed insieme a mia moglie avevamo deciso di concludere il nostro viaggio di nozze assistendo alla finale dei mondiali di calcio, che si sarebbe tenuta il 13 Luglio nel Tempio del calcio, lo stadio “Maracanà” di Rio de Janeiro.

 

Perché ti sei fatto spedire i biglietti in albergo?

 

Un mio carissimo zio era riuscito a trovare i costosissimi biglietti della finale e ce li aveva regalati per le nostre nozze.

Sfortunatamente i biglietti gli sono stati consegnati alla fine del mese di Giugno, quando noi eravamo già partiti per il viaggio di nozze.

Quindi ha giustamente deciso di spedirceli mediante DHL al nostro albergo a Rio de Janeiro, il “South American Hotel”, un albergo 4 stelle lusso, con sede nel quartiere di Copacabana alla Rua Francisco Sa, 90.

 

Quindi, quando tu sei arrivato in albergo avresti dovuto trovare i biglietti, ma non c’erano.

 

Guarda, è stata la più brutta sorpresa della mia vita.

Per problemi con un volo, sono arrivato a Rio con un giorno di ritardo, ma fortunatamente in tempo per assistere alla partita.

Giunto alla reception dell’albergo, ho subito chiesto di consegnarmi il mio pacco, ma mi è stato detto che i biglietti erano stati consegnati il giorno prima ad un signore che aveva il mio stesso cognome.

 

Come si sono giustificati i membri dello staff?

 

In un modo che definirei assolutamente assurdo e che mi fa pensar male, molto male..…

Allora:

–                      a questo tizio non hanno chiesto un documento di identità, ma dicono che avesse una carta di credito col mio cognome sopra, di cui però non avevano una fotocopia;

–                      non hanno riportato questo evento nel registro dell’albergo;

–                      non hanno fatto firmare a questo tizio alcuna ricevuta;

–                      e, SOPRATUTTO, questo signore non era un ospite dell’albergo!!!

Gli ho chiesto: “Com’è possibile che consegnate un pacco con il nome di un ospite dell’albergo ad un tizio che viene da fuori? non siete mica un ufficio postale???”

Io credo proprio che qualcuno che lavora lì, magari pagato pure una miseria, abbia organizzato una messinscena per rubare i miei biglietti e poi venderli.

Il direttore dell’albergo se n’è fregato altamente di quanto successo, lavandosene le mani senza nemmeno chiederci scusa!!!

Che atteggiamento hanno avuto le forze dell’ordine locali? In che modo hanno gestito l’indagine?

 

Le forze dell’ordine si sono mosse subito ed hanno preso a cuore la nostra situazione, interrogando il personale dell’albergo. Poi acquisiranno i filmati e l’indagine andrà avanti. Non so e non mi interessa nemmeno se arriveranno a trovare i colpevoli. Io mi piango solo il sogno infranto della finale dei mondiali al Maracanà e l’aver rovinato la mia luna di miele: due eventi irripetibili nella mia vita.

 

Siete rimasti nello stesso albergo o l’avete poi cambiato?

 

Impossibile. Per la finale dei mondiali tutti gli alberghi a Rio erano esauriti da moltissimi mesi. Siamo stati costretti a restare lì. Anche perché l’avevamo già pagato, saldando all’agenzia il costo del nostro viaggio di nozze.

 

Come vi hanno trattato?

 

Impassibili, come se niente fosse successo. Ci siamo ignorati a vicenda, anche se, per quanto erano stati capaci di fare non ci fidavamo per niente. Anzi, avevamo paura che ci potessero fare delle ritorsioni contro, sia rubando qualcosa dalle nostre camere, sia magari facendoci aggredire da qualcuno fuori all’albergo, visto che avevamo chiamato la polizia e avevamo promesso di denunciarli per un megarisarcimento danni.

Per fortuna non è successo niente.


In che modo andrai avanti?

 

Da un lato nutro la serena speranza di fargliela pagare molto caramente in tribunale. Vedere mia moglie angosciata, triste e spaventata durante la nostra luna di miele è una cosa per me inaccettabile e questi signori ne risponderanno di tasca propria. Ho già assoldato un prestigioso avvocato brasiliano per intentare la causa.

Dall’altro pensando che per quanto brutta possa essere stata la nostra esperienza, nella vita succedono di cose peggiori. In fondo, siamo tornati a casa sani e salvi.