perchè l’autunno,in fondo, non è poi così male

Io lo so che voi siete tristi perchè l’estate è finita.

Dal punto di vista metereologico, tutto sommato, non possiamo lamentarci. Passata la pioggia che in questi giorni sta piegando l’Italia (e rovinando migliaia di tacco 12),pare che avremo ancora qualche week end di sole, prima di dare ai costumi l’arrivederci definitivo all’estate 2013. Il vero problema è che l’estate è ormai mentalmente finita, non c’è  più l’eccitazione da partenza,lo shopping da ultimo minuto,l’ansia da location figa per foto bacheca di facebook. Niente. Finito, andato, passato, file archiviato fino a maggio 2013. L’autunno, fondamentalmenète, è già qui tra noi. E se a 15 anni il primo settembre ci portava mal di pancia da ritorno a scuola, oggi,vicine ai 30, strappiamo la pagina del calendario di agosto per far posto a quella di settembre con la malinconia dei 15 anni e una punta di odio perchè sappiamo che da quel momento in poi sarà sempre più difficile riuscire a prendere un aperitivo all’aperto, organizzare una cena in terrazza e che pian piano torneremo ad essere pallide, di quel pallore che fa sembrare Dita von Teese una dea e noi scarti del reparto infettivo del Policnico Gemelli .

Io credo però che sia arrivato il momento di sdoganare l’autunno, stagione bistratta, per i motivi più lontani tra loro, a 5 anni così come a 15 e a 30 e di iniziare a volergli bene. E vediamo di capire perchè.

L’autunno, insieme alla foglie colorate e ai gerani fioriti, si porta via tutte –o quasi- le nostre pippe mentali. Non necessariamente il metro di giudizio deve essere la vicina d’ombrellone taglia40senzaunfilodicellulite. Perchè le secche, da maggio a settembre, sono ovunque. Inizio quasi a pensare che il primo maggio tutte si risveglino secche ad esclusione di me, che ogni anno,in spiaggia, come dal parrucchiere o in libreria mi ritrovo circondata da secche, fornite di gambe secche e braccia l’ho già detto? secche. E mentre io sto lì a maledirmi per quel drink di troppo e quelle arachidi mangiate con beate incoscienza,che, maledette diventano cellulite anche solo se le guardi troppo a lungo,loro, le secche,sfoggiano mini e shorts che io neanche a 8 anni potevo permettermi.

Settembre si porta via dei veri e propri orrori,trend da passerella e arrivati alla gente comue passando per chissà quali strade. I leggings, per dirne una. Il problema non sono tanto i leggings in se, ma il fatto che tante troppe donne usano i leggings ignorando una verità basilare:i leggings non sono calze, ma nemmeno pantaloni. Si, nemmeno pantaloni ,quindi amiche care non dovete metterci una camicia o una t-shirt,ma una maxi tee che vi copra il sedere. Si, quelle che a guardarle sembrano ex t-shirt passate per un lavaggio sbagliato. (Detto questo, in quanto a orrori,  la prossima stagione, con un massiccio ritorno di oro,pizzo e accessori importanti ci darà tanti motivi per farci lacrimare sangue)

Terzo motivo per il quale non si può non voler bene a settembre sono i capelli. Basta sale,sole,salsedine e vento in moto! Pensate alle condizioni in cui sono i vostri capelli al ritorno dalle vacanze. Bene, da questo momento la vostra chioma, che sia lunga e fluente o corta e sbarazzina tornerà ad essere gestibile e sotto controllo. E soprattutto,per quelle che hanno i capelli lunghi,fine della sofferenza atroce del passarsi la piastra con 40°gradi. Sofferenza atroce e quasi inutile perchè come solo le capellolungodotate sanno anche la migliore piastra,tra le mani dl miglior parrucchiere, non potrà niente in confronto al mix di caldo+umidità+sudore. E infatti, è scientificamente provato che se siete tristi per la fine dell’estate o siete maschi o siete femmine che non hanno bisogno della piastra.

Scommetto che non avevate mai pensato all’autunno sotto questi aspetti. E scommetto che se ci pensate ne trovate altri,vero?

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3 pensieri su “perchè l’autunno,in fondo, non è poi così male

  1. Verissimo, Laura. Contiamo anche il ripristino degli orari, sballati d’estate che ci costringono a pranzi e cene dannosi alla salutee alla “linea”e… alle “cuoche”

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